In Italia, i Decreti del Presidente della Repubblica 88 e 89 del 15 marzo 2010, attuativi della Riforma della Scuola Secondaria di secondo grado, introducono l’obbligo di insegnamento di una disciplina non linguistica (DNL) in una lingua straniera nell’ultimo anno dei Licei e degli Istituti Tecnici e di due discipline non linguistiche in lingua straniera nei Licei Linguistici.

Ma tale insegnamento di materie, previsto nella Riforma Gelmini del 2010, non ha ancora trovato una sua concretizzazione nella quotidianità di tutti i licei e degli istituti professionali e tecnici italiani.

Secondo infatti le ultime statistiche della Fondazione Intercultura, soltanto un quarto delle scuole secondarie italiane ottemperano alla norma e la causa sembrerebbe essere ascrivibile alla non adeguata preparazione del personale docente.

Quest’ultimo infatti sarebbe non sempre in possesso delle competenze linguistiche di base per essere introdotto al metodo CLIL; competenze invece necessarie in quanto la metodologia CLIL, mediante l’apprendimento integrato di lingua e contenuti, attiva e sollecita l’interazione tra allievo ed insegnante affermando la dimensione sociale del processo di apprendimento che necessita perciò da parte del docente di una certa conoscenza e teorica e pratica che serva per orientare gli studenti, e rimotivarli non solo a sapere la lingua e saper far lingua ma a fare con la lingua.

L’importanza di tale metodologia, inoltre è ribadita, dal punto di vista legislativo, dalla Legge 107 del 13 luglio 2015 della Buona Scuola di Renzi che fa rientrare il CLIL tra gli obiettivi formativi prioritari del sistema scolastico italiano. In modo precipuo, essa, al comma 7 del suo unico articolo, sottolinea come primo obiettivo “la valorizzazione e potenziamento delle competenze linguistiche, con particolare riferimento all’italiano nonché alla lingua inglese e ad altre lingue dell’Unione europea, anche mediante l’utilizzo della metodologia Content language integrated learning.

Nel corso, ivi presentato, pertanto, oltre all’aspetto legislativo che ha introdotto il metodo CLIL, qui accennato, vengono presentati i suoi più importanti riferimenti spunti teorici e pratici e tutte le componenti psicologiche intervenienti nel processo di apprendimento dell’alunno, che l’insegnante deve conoscere per la sua attuazione.

Perché conseguirlo con Aristotele?

Conseguire il corso di perfezionamento con ARISTOTELE FORMAZIONE permanente, consente ad ogni studente di verificare, accompagnato e sostenuto da formatori specializzati, se il corso scelto è incline alle attitudini pratiche e lavorative del richiedente. Un tutor personalizzato orienterà le scelte dello studente per conseguire il titolo nel minor tempo possibile rispondendo ai singoli bisogni economici.

Obiettivi del corso:

Come ampiamente dimostrato dalla Raccomandazione della Commissione Europea Rethinking Education del 2012, la metodologia CLIL si sta diffondendo in maniera capillare in tutto Europa. Si tratta di un approccio integrato che presenta grandi vantaggi e potenzialità per i discenti. Sappiamo infatti come essa, a fronte della definizione della competenza linguistica quale “dimensione chiave per la modernizzazione dei sistemi di istruzione europei” sia identificata come ideale strumento per l’ottimizzazione dei curricula scolastici. È proprio il Consiglio di Europa che esplicitamente la incoraggia per veicolare la conoscenza linguistica e promuovere mobilità e comunicazione nei cittadini di domani, visto, l’ormai indispensabile concetto di multilinguismo, insito nell’ambito del percorso formativo quale prerequisito delle politiche di occupabilità e mobilità degli studenti e degli insegnanti e più in generale del capitale umano. Le competenze linguistiche divengono, in sintesi, dimensione chiave della crescita socio-economica europea. In buona sostanza, si tratta di insegnare la materia disciplinare in lingua straniera, senza usare la traduzione ma affinché i contenuti siano comunque veicolati nonostante la barriera linguistica, il CLIL propone una serie di strategie costruttiviste, tese ad aiutare gli alunni a imparare efficacemente. Pertanto, il corso ivi proposto, non solo da nozioni sulla metodologia CLIL, circa gli aspetti legislativi e sociali, ma mette in evidenza soprattutto il fatto che essa rappresenti una nuova sfida per gli insegnanti, i quali devono ripensare l’attività didattica in funzione dell’integrazione della lingua straniera con il contenuto, riformulando gli obiettivi linguistici e disciplinari. E proprio, in merito ai docenti, se ne mettono in evidenza tutti gli aspetti personali e caratterizzanti il ruolo, legati alla sfera psicologica e motivazionale che incidono sull’insegnamento del CLIL, nonché quelli personali dell’alunno, i quali, incidono direttamente sulla dimensione motivazionale e l’apprendimento dello stesso CLIL. In merito all’alunno, è costante il riferimento alla promozione del suo ruolo attivo e centrale, in quella che ormai è divenuta la lezione partecipata in sostituzione di quella frontale tradizionale, ove egli assume centralità in ogni fase del percorso di apprendimento del CLIL, dalla negoziazione degli obiettivi alla valutazione, il tutto all’insegna del learning by doing, nella ricerca e nello studio, nel lavoro di gruppo/a coppie, nell’apprendimento cooperativo e collaborativo al cospetto dell’insegnante che invece riveste il ruolo di tutor/regista che lavora in secondo piano.

A chi è rivolto:

Possono iscriversi i cittadini italiani e stranieri che siano in possesso di uno dei seguenti titoli:

– Diploma di laurea quadriennale (vecchio ordinamento); Diploma di laurea triennale e/o laurea specialistica /magistrale secondo il DM 509/99 e successivo;

– Diploma delle Accademie delle Belle Arti, dei Conservatori e dell’ISEF;

– Titoli equipollenti ai precedenti conseguiti all’estero, preventivamente riconosciuto dalle autorità accademiche;

– Sono, inoltre, ammessi coloro in possesso di un Diploma di Scuola secondaria superiore o titolo di studio di pari grado conseguito all’estero e riconosciuto idoneo dal Consiglio del Corso.

Programma:

Il Corso di perfezionamento in Content and Language Integrated Learning si articola in 5 percorsi disciplinari fruibili on line, per un impiego complessivo di n. 60 crediti formativi universitari (CFU) e per un ammontare di 1500 ore totali. Tutta la didattica sarà fruibile su piattaforma telematica accessibile 24h.

Lista di perfezionamenti

ECP05 – METODOLOGIA CODING E PENSIERO COMPUTAZIONALE (Riedizione)

ECP06 – LO SPORT COME METODOLOGIE PER L’INTEGRAZIONE E PER IL BENESSERE SOCIALE (Riedizione)

ECP07 – LA DIDATTICA, LA FUNZIONE DEL DOCENTE E L’INCLUSIONE SCOLASTICADEGLI ALUNNI CON BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI (BES) (Riedizione)

ECP08 – IL METODO MONTESSORI, AGAZZI E PIZZIGONI: MODELLI DI DIDATTICA DIFFERENZIATA A CONFRONTO (Riedizione)

ECP09 – SCUOLA 4.0: PERCORSI INTERATTIVI PER L’EDUCAZIONE DIGITALE E PER L’APPRENDIMENTO STEM (Riedizione)

ECP17 – I MODELLI ESPERIENZIALI – IL DOCENTE TECNICO PRATICO E LA SUA IMPORTANZA NELLO SVILUPPO DELLE PROFESSIONALITA’ DEL DOMANI

ECP18 – LA FIGURA DELL’EDUCATORE MUSICALE COME NUOVO MODELLO DI DOCENTE INCLUSIVO

ECP19 – LA GESTIONE DEL CASO PUBBLICO, GLI ASPETTI CARDINE DEL FUNZIONARIO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

ECP21 – LA DIMENSIONE SOCIALE DELL’APPRENDIMENTO: CONTENT AND LANGUAGE INTEGRATED LEARNING (CLIL)

ECP22 – LA GESTIONE CONDIVISA DELLA DIVERSABILITÀ: IL RUOLO DEL SOSTEGNO NEL PRIMO CICLO

ECP23 – LA DIDATTICA DELLE EMOZIONI: INTELLIGENZA EMOTIVA E PROMOZIONE DEL BENESSERE IN CLASSE (prima edizione)

ECP24 – IL TEACHER TRAINING NEL PROCESSO EDUCATIVO E TERAPEUTICO DELL’ALUNNO CON ADHD (prima edizione)

ECP25 – L’ANIMATORE SOCIALE (PRIMA EDIZIONE)

ECP26 – DSA E BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI: IL TERRITORIO E IL RAPPORTO SCUOLA-FAMIGLIA (prima edizione)

Contattaci Per Informazioni